Il dolore negato. Affrontare il lutto per la morte di un animale domestico

dolore negato gallucci petloss

Segnalo con piacere la presentazione del mio primo piccolo libro "Il dolore negato. Affrontare il lutto per la morte di un animale domestico" che si terrà venerdì 11 maggio alle ore 18.30 al Salone del Libro di Torino.

Da maggio in libreria e anche in versione ebook.
Segnalo anche il link direttamente alla casa editrice
https://www.graphe.it/scheda-libro/pier-luigi-gallucci/il-dolore-negato-9788893720359-523236.html

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Quando ad andarsene è il tuo amico a 4 zampe


Ringrazio Giorgiana Scianca e Susanna Barbaglia​ della rivista Donna Moderna​ per avermi ospitato su come affrontare la morte e il lutto per gli animali domestici, in vista della prossima uscita di un piccolo libro sul tema per Graphe Edizioni

Per approfondire puoi anche leggere il mio post Quando muore un animale domestico

petloss gallucci

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L'illusione della paura (racconto zen)

La paura è un’emozione che ci capita spesso di provare, ma a volte ci può bloccare.
Per affrontarla ecco un piccolo racconto della tradizione orientale zen.

gallucci psicologo

In un antico monastero cinese, c’era un monaco, che ogni volta che si ritirava in meditazione, vedeva un lupo inferocito che lo inseguiva. Egli non riusciva più a meditare a causa di questa visione. Aveva iniziato anche ad aver paura a prendere sonno la sera, perché ogni volta che chiudeva gli occhi era assalito da quell'animale così reale ai sensi.

Così un giorno andò dal suo maestro per chiedergli consiglio, e disse: “Maestro adorato, aiutatemi. Un lupo inferocito mi perseguita. Ho molta paura, non riesco più a meditare e neanche a dormire. Cosa devo fare?"
Il Maestro rispose: “Tieni questo pennarello, quando vedrai il lupo disegnagli una bella croce sul petto e vedrai che scomparirà”. Il discepolo era un po’ titubante, ma era anche molto fiducioso nel suo venerato maestro, così si mise subito a meditare con in mano il pennarello.

Quando chiuse gli occhi, dopo pochi attimi, il lupo apparve. Preso da grande forza e volontà nel vincere quella paura, quando il lupo gli saltò di sopra, prese il pennarello e fece una bella croce nel suo petto e il lupo, improvvisamente scomparve.

Preso da grande gioia, il giovane monaco, andò dal suo maestro per raccontargli della buona riuscita e disse: “Maestro, avevate ragione, quando ho fatto una croce sul lupo, improvvisamente scomparve. Ho vinto la mia paura, di questo ve ne sono grato, ma vi prego, spiegatemi cosa è accaduto al lupo?”.

Il maestro sorridendo gli disse: “Hai visto il tuo petto?”.
Il discepolo, così, chinò gli occhi sul suo corpo e vide che era segnato da una croce, la stessa fatta un attimo prima al lupo.

La paura e le preoccupazioni sono frutto dei nostri pensieri, ma a volte ci pensiamo così tanto che ci sembrano diventare realtà concrete.
Va riconosciuta e accettata e non necessariamente deve essere vista in maniera negativa.
Eliminare la paura è probabilmente persino impossibile, ma può essere compresa, gestita e affrontata a seconda delle situazioni di vita che stiamo attraversando, anche quando questo può farci star male.

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Conosci te stesso? 5 domande per iniziare a conoscersi un po' di più

Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta nella vita e sappiamo quanto sia importante conoscere meglio sé stessi.
I nostri desideri, i punti di forza e debolezza della nostra personalità.

gallucci psicologo torino

A volte siamo così presi dai nostri ritmi di vita che dimentichiamo di prenderci del tempo per noi stessi, per conoscerci meglio.
Nel mio lavoro è importante conoscere il proprio modo di vedere noi stessi, gli altri, le cose.
Conoscere i propri pensieri, emozioni, desideri e comportamenti.

Ecco allora 5 domande per iniziare insieme a scoprire un po' più di sé.

1. Cos'è che ti rende unico e speciale?

Non c’è persona al mondo che sia come te (nemmeno se hai un fratello/sorella gemello).
Ti sei mai concentrato su chi sei e non su chi vorresti essere? Su ciò che ti rende speciale e non su ciò che gli altri si aspettano da te?

2. Come ti vedono gli altri?

Le persone ti vedono per quella persona speciale che sei? Se no, come potresti cambiare il modo in cui ti considerano?

3. Se morissi domani, saresti felice della vita che hai vissuto?

Eh lo so che il tema della morte non è facile, ma è una cosa a cui dobbiamo pensare tutti prima o poi.
Hai vissuto una vita buona e soddisfacente? Hai lasciato un buon messaggio e un buon ricordo di te alle persone importanti che ti sono accanto?

4. Qual è il libro o film che ti piacerebbe leggere/guardare più volte?

La nostra mente umana reagisce molto alle storie e ai racconti, così la storia che ti emoziona di più è quella che può dire molto di più su di te. Qual è il tema e il valore di quella storia per te?

5. Per che cosa sei grato?

Se non ti sono venute in mente prontamente risposte come la tua famiglia e amici, la tua salute, le tue capacità di vedere, sentire, camminare e parlare, dovresti cominciare a cercare di sviluppare un po’ di più il senso di gratitudine verso te stesso, gli altri e le cose intorno.

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"Perché anche se ho capito quello che mi fa stare male, poi non lo evito?"

Mi chiedono spesso come mai una persona può anche capire le cose che la fanno stare male, ma poi non riesce a starne lontano.

Provo a spiegarlo con un piccolo esempio che mi hanno raccontato.

gallucci psicologo torino

Quando i bambini sono piccoli, sono curiosi del mondo, lo esplorano, così tanto che a volte rischiano ad esempio di infilare le piccole dita nella presa della corrente...
Allora arriva un adulto vigile e attento e lo allontana dal pericolo.
E magari lo rimprovera, e gli spiega, a parole o con gesti, il rischio che corre, che si può fare molto male.
Una volta, e poi due e poi tre.

Cos'è che farà in modo che quel bambino nelle sue esplorazioni eviti il pericolo di fulminarsi?
Aver ascoltati i rimproveri? Aver capito le spiegazioni?
No. O meglio non solo quello (magari fosse così semplice!). 

Quello che lo può proteggere, che ci può proteggere, è il pensiero dell'Altro,
che un Altro (un adulto) si è preoccupato di proteggerlo.
Una volta, e poi due e poi tre.

Avere abbastanza valore da far muovere e attivare le risorse dell'Altro è un pensiero che fortifica e protegge.
E con il passare del tempo, quel bambino potrà pensare a sé stesso come una persona da proteggere (e che può proteggere altri).

Così in psicoterapia.
Suggerimenti, consigli, spiegazioni, interpretazioni sono in realtà spesso pretesti.
Quello che ti dà forza e valore, che ti fa sentire degno di essere protetto è il fatto che un Altro si fermi al tuo fianco e passi un po' di tempo a usare le sue risorse e competenze per provare a proteggerti.

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Cosa fa uno psicologo? [Sii paziente]

Mi chiedono spesso cosa faccio come psicologo.

Al posto di fare il consueto spiegone, questa volta mi giunge in aiuto questa poesia.

gallucci psicologo torino

"Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non sapresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta"

Rainer Maria Rilke (da "Lettera ad un giovane poeta")


Aiuto i pazienti a coltivare la pazienza,
ad amare e ascoltare le proprie domande,
mettendosi in condizione di accettare ciò che non si rivela subito,
che non ha un riscontro o significato immediato.

C’è tempo per le proprie risposte,
nel frattempo bisogna vivere le domande.
Ora.

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Buoni propositi per l'anno nuovo

"Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta" (Henry Ford)

buoni propositi anno nuovo

All'inizio di ogni nuovo anno, un classico. Prendiamo molti impegni con noi stessi, pure troppi! La famosa stagione dei buoni propositi che si trasformano in s-propositi.
Quando abbiamo un intero anno davanti a noi ci sbizzarriamo: "Con il nuovo anno voglio..." ottenere una promozione sul lavoro, trovare l'amore, smettere di fumare, ritrovare la forma fisica ecc
Nelle prime settimane di gennaio vogliamo sempre un po' strafare, arrivando a febbraio già demotivati.

Perché non riusciamo a portare a termine i nostri buoni propositi?

Troppo spesso è proprio il modo in cui definiamo i nostri obiettivi a fare la differenza tra raggiungerli o no.
- Cerchiamo di cambiare le cose, spesso insieme, in modo troppo esagerato e improvviso, ma in questo modo la nostra determinazione si esaurisce presto.
- Nel tentativo di cambiare le vecchie abitudini, siamo sopraffatti o impauriti dalle difficoltà che emergono o dalle distrazioni della routine quotidiana. Bisogna essere consapevoli che il raggiungimento di ogni obiettivo comporta inevitabilmente qualche sacrificio.
- Cerchiamo di fare cose che in realtà non sono nostri desideri autentici: il cambiamento profondo nasce da un qualche tipo di scelta, che non avviene perché lo chiedono gli altri, ma dipende principalmente dalle nostre esigenze e responsabilità.
- I nostri propositi sono spesso in teoria molto belli ma fumosi e non prevedono azioni concrete, anche piccole nell'immediato.

Qualche suggerimento per realizzare i nostri (pochi ma buoni) propositi


Concentrarsi su un obiettivo per volta

Conviene concentrare le proprie energie per raggiungere un obiettivo alla volta. E' spesso inutile tentare di smettere di fumare, mettersi a dieta e iniziare la palestra nello stesso momento.

Individuare un obiettivo e, se troppo complesso, scomporlo

I nostri obiettivi, soprattutto se impegnativi, non devono necessariamente essere raggiunti in un colpo solo, anzi, solitamente la strada è composta da tante e piccole mete intermedie, passo a passo. Tanti piccoli obiettivi raggiunti sono meglio di un grande obiettivo mancato.

Trovare passioni tue

Se devi scegliere pochi buoni propositi è fondamentale che ti ispirino profondamente, che siano tuoi.
Desideri veramente raggiungere gli obiettivi che ti sei posto per il nuovo anno? Sei stato tu a deciderli o sono imposti da altri (genitori, amici, partner ...)?
Prenditi qualche minuto per riflettere su cosa desideri veramente realizzare per il nuovo anno.
Per ottenere risultati importanti nel nuovo anno devi porti obiettivi su cui avere pieno controllo e responsabilità.

L’obiettivo deve essere esplicitato in termini positivi

Quando ci si pone un obiettivo di cambiamento, è più utile dire cosa si vuole ottenere, invece che ciò che non si vuole più. Ad esempio, non serve dire: “Non voglio essere grasso”, ma meglio “Voglio essere nel mio peso-forma ideale”.
Questo perché un obiettivo espresso in termini negativi tende a portare la persona verso ciò che teme, e non verso ciò su cui invece bisogna concentrarsi.

L’obiettivo deve essere specifico, osservabile e verificabile concretamente

Gli obiettivi devono essere il più possibile concreti, non vaghi e generici.
Per esempio l'obiettivo "Vorrei essere più socievole" potrebbe essere riformulato in termini concreti come "Mi piacerebbe parlare di più quando sono con estranei".
Un altro esempio: se per il nuovo anno desideri tornare in forma, non porti come obiettivo quello di “fare più sport”, definisci piuttosto quante volte ti allenerai a settimana.

"Guardarsi" dentro l'obiettivo

Un altro passo utile è quello di guardarsi come se avessimo già raggiunto l'obiettivo, per crearsi un "effetto Pigmalione" positivo. È utile immaginare come ti comporteresti (diversamente dal solito) se avessi già raggiunto quel traguardo.
Per esempio, se sei una persona timida e insicura, potresti chiederti "Come mi comporterei in quella determinata situazione se fossi una persona socievole e sicura di me?".
Oppure se sei una persona che si lamenta troppo, potresti chiederti "Di cosa parlerei se fossi una persona che non si lamenta?".

Pianificare in anticipo e considerare gli ostacoli

Quando decidi di mettere in pratica un buon proposito, i primi giorni sono cruciali. Se parti allo sbaraglio, le probabilità di abbandono sono altissime. Queste domande possono aiutarti a focalizzare bene ciò che ti aspetta. Di quali risorse e competenze hai bisogno per raggiungere i risultati che desideri? Devi trovarti in un ambiente o situazione specifica? Conosci qualcuno che ha già raggiunto il tuo obiettivo e può aiutarti? 
Non farti cogliere impreparato, pensa in anticipo a quali possono essere le possibili difficoltà per ridurne gli effetti. Ad esempio, se hai deciso di andare in palestra, ma sai che perderai presto la motivazione, prova a trovare un compagno di allenamento (o cercare almeno una persona che fa il tifo per voi): sarà la vostra fonte di incoraggiamento.
Gli incidenti fanno parte del percorso, non sono un’eventualità del destino. Tutt'altro: è una questione di perseveranza.

Buon Anno Nuovo!

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